Ci hanno insegnato che cambiare è perdere qualcosa.
Che chi cambia idea è incoerente, chi cambia strada è indecise, chi cambia corpo deve rimediare. Così ci aggrappiamo. A un'idea che non ci somiglia più, a un corpo che chiede di cambiare, a una stagione della vita che è già finita.
Ma un albero non trattiene le foglie d'autunno.
Le lascia andare, e non per questo smette di essere albero. Cambiare non è incoerenza né indecisione: è restare la stessa persona, in un'altra forma. A volte può fare paura, ma la buona notizia è che non si attraversa mai tutto da solз.
Posso aiutarti a stare nel cambiamento:
delle idee, del corpo, delle fasi della vita.
Piacere,
Per anni, mi sono sentita incoerente ad ogni mio cambiamento, soprattutto professionale. Quando qualcuno mi chiedeva che lavoro facevo, mi prendevo qualche secondo, il tempo di scegliere quale versione di me presentare quel giorno. Il mio curriculum è lunghissimo, con più certificazioni che pagine e lavori che a leggerli in fila sembrano di quattro persone diverse. Pensavo fosse un difetto da correggere, un eccesso di curiosità da tenere a bada. Poi ho scoperto che per le persone come me esiste una parola: multipotenziale.
Multipotenziale è chi ha molti interessi e molte competenze, e trova la propria energia proprio nel passare dall'uno all'altro e nel farli dialogare. La parola l'ha resa famosa Emilie Wapnick, raccontando che alcune persone sono fatte per avere tante vocazioni invece di una sola. Detto in modo ancora più semplice, alla domanda «cosa vuoi fare da grande?» io avrei sempre voluto rispondere con un elenco puntato, senza dovermi sentire sbagliata o strana.
Ci ho messo anni a capirlo: dirsi multipotenziale non è tirarsela, né giurare di saper fare tutto. Anzi. È confessare di innamorarsi spesso, e di molte cose, e aver imparato a farle convivere senza diventare nevrotici. Quasi sempre.


Ci si sente fuori posto ogni volta che bisogna compilare il campo professione, e in colpa quando una nuova passione ci incuriosisce. Si aprono siti e profili social diversi per ogni parte di sé, sperando che separarle le renda più credibili. E certe parti si nascondono del tutto, per paura che compromettano l’intero.
La verità, anzi la mia verità, è che le mie parti diverse si sostengono a vicenda e funzionano meglio quando stanno tutte nella stessa stanza.
Siamo abituati a pensare al filo rosso come a una linea o a una retta che unisce i puntini numerati finché non appare il disegno, et voilà, finalmente si capisce tutto! Ma il mio filo non è lineare: va a zig zag, a serpentina, a incrocio, a stella, a nodi... A volte salta, torna indietro, fa cerchi che sembrano non chiudersi mai più. E poi si spezza, sì, ancora mi capita.Il mio segreto è non affezionarmi alla sua direzione.Questa casa-giungla l'ho costruita per tenere insieme le cose che faccio in quasi tutte le mie vesti: come strategist per le organizzazioni, come terapista somatica nelle relazioni d'aiuto e come death doula nell'ultimo tratto di strada. Qui trovi il risultato delle evoluzioni che ho fatto senza chiedere scusa o permesso a nessuno.
«Ma in sintesi, cosa fai? Di cosa ti occupi?» Domanda frequente che oggi non mi disturba piùAccompagno il cambiamento nei sistemi, nel corpo e nelle fasi importanti della vita.
Consulenza per multipotenziali
Se hai dieci interessi e nessuna casella che li contenga, puoi comunque tenerli tutti. Insieme troviamo il filo che li lega e lo trasformiamo in un lavoro, un'offerta e un racconto che siano tutto te.
Alla domanda «che lavoro fai?» vorresti rispondere con un elenco?
Hai più siti, profili Instagram e progetti aperti che parlano di te?
Ti senti in colpa ogni volta che ti appassioni a qualcosa di nuovo?
Ti senti in un loop e non sai come mettere a terra tutte le versioni di te?
se ti riconosci,sei a casa,e posso aiutarti.
Un percorso in tre fasi
se anche tu hai tante anime,
scrivimi, mi piacerebbe conoscerle tutte.→